Risale a qualche giorno prima di Natale (19 Dicembre 2023) la decisione cautelare della Corte Europea dei Diritti Umani e le Libertà Fondamentali ( CEDU) contro l’Italia.
Con tale decisione la Corte di Strasburgo ha ordinato il trasferimento di un minore straniero non accompagnato (MSNA) trattenuto in un centro del Brindisino in quanto, secondo quanto rilevato dai legali dell’ASGI, non erano garantiti i suoi diritti alla luce della Dichiarazione di New.York. , per altro recepita dal nostro paese.
Questa iniziativa della CEDU fa seguito ad altre condanne inferte all’Italia sempre in merito alla inadeguata accoglienza dei MSNA.
Sul tema, alla luce di quanto stabilito dalla legge n. 176 del 1° Dicembre 2023, conversione del Decreto-Legge n. 133 del 5 Ottobre 2023, recante “Disposizioni urgenti in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché per il supporto alle politiche di sicurezza e la funzionalità del Ministero degli Interni”, il Gruppo di Lavoro Minori Migranti della S.I.M.M. ha preso posizione con un documento che pubblichiamo di seguito e che è stato anche sottoposto all’attenzione del Tavolo Immigrazione e Salute.
Francesca Ena per il Gruppo Minori Migranti
13° Rapporto CRC: I diritti mancati di una generazione sospesa tra sogni e incertezze Il Gruppo CRC (https://gruppocrc.net/), in occasione della giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, pubblica il 13° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convention on the Rights of the Child (CRC), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (20 novembre 1989) e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176.
Il Rapporto CRC fornisce come sempre una panoramica completa di tutti i diritti riconosciuti dalla CRC, raggruppandoli in 10 capitoli e 46 paragrafi. Dall’analisi e dal confronto con i 174 operatori e professionisti coinvolti nella stesura del Rapporto CRC emerge sia la complessità della realtà odierna sia la difficoltà dei ragazzi e delle famiglie nella gestione articolata di questa. Tutti concordi nel sottolineare che per comprendere a pieno tale complessità e fornire risposte adeguate è necessario uscire dalla logica degli interventi per singoli “settori” per avviare invece un processo di ricomposizione in grado di promuovere il benessere complessivo delle persone di minore età che vivono nel nostro Paese.
Il Gruppo CRC, facendo leva anche sul prossimo appuntamento con il Comitato ONU, intende portare l’attenzione delle istituzioni sulle criticità del nostro sistema, valorizzare i punti di forza che emergono anche delle molteplici esperienze condotte a livello territoriale per innescare un cambiamento sistematico che veda tutti protagonisti nel farsi carico delle esigenze di una “generazione sospesa” tra sogni e incertezze.
Come ogni anno la SIMM ha contribuito alla redazione del 13° Rapporto CRC e nello specifico è stata capofila della redazione del paragrafo “Salute e servizi sanitari per minorenni stranieri”.
In allegato il 13° Rapporto completo e l’Editoriale finale.
Rosalia Da Riol e il Gruppo Minori Migranti SIMM
Rilanciamo questo articolo di Mario De Curtis, che oltre a essere docente di Pediatria è anche un caro amico della SIMM, apparso sul Corriere della sera il 26 agosto, che è leggibile su questo link
Il Prof. De Curtis descrive l’ineguaglianza nell’accesso alle cure nel nostro paese, che si riverbera sugli esiti di salute, con maggior mortalità infantile in alcune regioni d’Italia rispetto ad altre, e uno svantaggio ancora più grande tra i bambini di origine straniera.
E' una situazione che non vogliamo passi sotto silenzio, in specie in un momento in cui alcuni politici propongono di tornare a valutazioni inappropriate dell’età dei minori che potrebbero portare al rischio di considerare alcuni di essi erroneamente maggiorenni.
Siamo abituati a citare l’articolo 32 della Costituzione quando ci battiamo per il diritto alle cure e alla salute. Ma qui ci pare più opportuno l’articolo 3:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Perché morire prima del tempo è l’ostacolo più grande.
Marco Mazzetti
I minori stranieri non accompagnati (MSNA) rappresentano una percentuale significativa dei migranti che nel corso dell’anno sono arrivati in Italia attraverso le due maggiori rotte, quella balcanica e quella del Mediterraneo centrale.
Alla fine di agosto ne risultavano arrivati poco meno di 23.000. I minori stranieri in generale e quelli non accompagnati nello specifico, godono nel nostro paese di specifiche norme di tutela che recepiscono la Convenzione Onu - Convention on the Rights of the Child (CRC) - approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176.
Il concetto emergente e preminente è quello del “SUPERIORE INTERESSE DEL MINORE”. Questo spiega la scelta legislativa di garantire a tutti i minori, ancorché appartenenti a nuclei familiari irregolarmente soggiornanti in Italia o non accompagnati, due delle tutele più importanti: l’accesso all’istruzione e alla tutela della salute.
Il decreto accoglienza 142 del 2015 inserisce i MSNA tra i soggetti vulnerabili e quindi meritevoli di particolare attenzione e tutela nei percorsi di accoglienza.
L’incremento degli arrivi ha riacceso polemiche strumentali lasciando posto a considerazioni lontane da questi principi basilari.
Destano preoccupazione alcune dichiarazioni (in particolare quelle di Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero degli Interni) relative all’accertamento dell’età dei MSNA, il cui onere della prova dovrebbe ricadere sul dichiarante.
Da sempre la stragrande maggioranza dei MSNA è compresa nella fascia di età tra i 15 e i 17 anni. Si chiederebbe a ragazzi spesso poco scolarizzati, provenienti da paesi nei quali i sistemi di registrazione anagrafica sono carenti (soprattutto nelle aree rurali) di presentare documentazioni probanti, cosa oltretutto poco verosimile, considerando le difficoltà del viaggio: la stragrande maggioranza di essi non avrà quindi la possibilità di dimostrare, documenti alla mano, la propria minore età.
La norma li tutela anche in questo senso, avendo stabilito la Legge 47/2017 i percorsi di tutela e integrazione dei MSNA compreso quello di determinazione dell’età.
La Conferenza Stato Regioni il 9 luglio 2020 ha approvato il “Protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età dei minori stranieri non accompagnati” nel quale, facendo riferimento alla normativa nazionale e alle indicazioni e raccomandazioni consolidate anche in sede europea, si stabiliscono i criteri suggeriti per arrivare a stabilire, nei casi di fondato dubbio, se quanto dichiarato dal minore, circa la sua età, sia attendibile o meno; allo stato attuale nessun accertamento medico e men che meno l’esame radiologico del polso effettuato in urgenza da soggetti non padroni della necessaria expertise, possono arrivare a stabilire la maggiore o minore età di un soggetto essendo molte le variabili da considerare.
A fronte di queste norme tutelanti risulta che, al contrario, ci sia una disparità di approccio alla determinazione dell’età dei MSNA che interessa tutto il territorio nazionale.
Recentemente Save the Children, in partnership con UNHCR, ha pubblicato due rapporti frutto di un attento lavoro di mappatura sullo stato attuale delle procedure di identificazione e accertamento
dell’età in Italia, che con piacere pubblichiamo anche qui di seguito (e che potete trovare ai link sotto riportati) anche perché la SIMM ha collaborato attraverso la partecipazione alle tavole rotonde e alle interviste portando l’esperienza diretta nei territori dei Gris.
La SIMM ribadisce che l’accertamento dell’età deve essere richiesto dall’autorità giudiziaria competente al sistema sanitario solo nel caso di “fondato dubbio” e deve essere centrata sull’ascolto del minore, debitamente informato e supportato dal tutore e nelle migliori condizioni ambientali possibili. Già questo rende, nella stragrande maggioranza dei casi, non necessario il ricorso ad accertamenti che, per quanto non significativamente invasivi, lo diventano in quanto non necessari.
Francesca Ena, Gruppo Minori Stranieri, Vice-Presidente SIMM
https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/mappatura-stato-attuale-procedure-identificazione-accertamento-eta
In qualità di Gruppo Minori Migranti della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni alla luce delle anticipazioni di stampa sul cosiddetto Decreto Legge Immigrazione-bis che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 27 Settembre 2023 e che introduce: ”disposizioni urgenti in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché per il supporto alle politiche di sicurezza e la funzionalità del Ministero dell’interno”, esprimiamo profonda preoccupazione per i provvedimenti ipotizzati.
Nello specifico dei contenuti riguardanti i minori stranieri non accompagnati (MSNA), riteniamo che non deve mai venir meno il rispetto del SUPREMO INTERESSE DEL MINORE, anche in caso “di arrivi consistenti, multipli e ravvicinati”, così come sancito dalla Convenzione di New York sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991.
E’ noto che sono molto numerosi i casi di minori che, per erronee e frettolose procedure di determinazione dell’età, finiscono nei percorsi di accoglienza dell’adulto, quando non nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), con tutte le criticità che questo può comportare per la salute psicofisica degli stessi.
Per quanto sopra esposto ci riconosciamo nella recente presa di posizione della Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Carla Garlatti, che invitiamo a leggere.
Come Società Scientifica ci proponiamo di intervenire puntualmente non appena il Decreto in oggetto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per evidenziare eventuali criticità relative alle procedure di accoglienza dei MSNA, a partire dalla determinazione dell’età, al fine di tutelare la loro sicurezza e il rispetto dei loro diritti, in primis quello alla salute.
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